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Come scegliere un ETF: tematici, geografici e settoriali

Pubblicato il di Daniele Panaro

Nell’articolo precedente abbiamo visto cos’è un ETF e perché ha cambiato il modo di investire. Ora tocca alla domanda successiva: ce ne sono migliaia, quale scegli?

La risposta non è “il migliore in assoluto” — non esiste. La risposta è “quello giusto per quello che vuoi possedere”. E per arrivarci, conviene capire i tre assi lungo i quali un ETF si differenzia dagli altri.

I tre assi di scelta

Quasi ogni ETF azionario può essere classificato lungo tre dimensioni:

  • Asse geografico: dove si trovano le aziende che l’ETF possiede. Globale, regionale (USA, Europa, mercati emergenti), oppure singolo paese.
  • Asse settoriale: in che settore economico operano. Sanità, finanza, tecnologia, energia, e così via.
  • Asse tematico: trasversale — segue un’idea o trend specifico (intelligenza artificiale, transizione energetica, robotics, cybersecurity).

Per il portafoglio di base — quello che dovrebbe rappresentare la stragrande maggioranza di quello che possiedi — l’asse geografico è di gran lunga il più importante. Settoriali e tematici, come vedremo, hanno senso solo come scommesse aggiuntive consapevoli, non come fondamenta.

ETF geografico: la scelta che conta

L’asse geografico ha tre livelli, in ordine decrescente di diversificazione.

Globale (FTSE All-World, MSCI ACWI, MSCI World)

L’opzione più semplice e più diversificata. Un singolo prodotto che ti espone a 1.500-4.000 aziende sparse nei principali mercati del mondo, in proporzione alla loro capitalizzazione.

C’è una trappola terminologica importante: “World” non significa “mondo intero”. Il include solo i 23 paesi classificati come “sviluppati” (USA, Europa Occidentale, Giappone, Canada, Australia, Hong Kong, Singapore, Israele) — esclude completamente Cina, India, Brasile e tutti gli altri mercati emergenti, che insieme rappresentano circa il 10-12% del mercato azionario mondiale. Per avere davvero “il mondo” servono ETF come FTSE All-World o MSCI ACWI, che aggiungono i mercati emergenti.

La differenza pratica fra MSCI World e FTSE All-World, oggi, è circa il 10-12% di esposizione ai mercati emergenti. Su orizzonti pluriennali può fare differenza in entrambe le direzioni: storicamente i mercati emergenti hanno avuto periodi di grande sovraperformance (anni 2000-2010) e periodi di marcata sottoperformance (2010-2020). Per la maggior parte degli investitori la versione “All-World” è più coerente con la logica della diversificazione massima.

Per concretezza, ecco una selezione di ETF comunemente disponibili sui broker italiani che replicano questi due indici. Sono solo prodotti dei principali emittenti (iShares, Amundi, Xtrackers, Vanguard, SPDR), non un elenco esaustivo:

ETF azionari globali — sviluppati + emergenti (FTSE All-World, MSCI ACWI, Solactive GBS)

EmittenteNome
AmundiPrime All Country World UCITS ETF AccIE0003XJA0J90,07%
XtrackersFTSE All-World UCITS ETF 1CIE000V0BDCB70,12%
SPDRMSCI ACWI UCITS ETF AccIE00B44Z5B480,12%
iSharesMSCI ACWI UCITS ETF AccIE00B6R522590,20%
VanguardFTSE All-World UCITS ETF AccIE00BK5BQT800,22%

ETF azionari globali — solo sviluppati (MSCI World, FTSE Developed)

EmittenteNomeISINTER
AmundiMSCI World UCITS ETF AccIE000BI8OT950,12%
XtrackersMSCI World UCITS ETF 1CIE00BJ0KDQ920,12%
VanguardFTSE Developed World UCITS ETF AccIE00BKX55T580,12%
SPDRMSCI World UCITS ETF AccIE00BFY0GT140,12%
iSharesCore MSCI World UCITS ETF AccIE00B4L5Y9830,20%

Sono tutti ETF accumulating (i dividendi vengono reinvestiti automaticamente nel fondo invece di essere distribuiti); per la maggior parte di essi esiste anche una versione “Dist” (distribuzione) con ISIN diverso. Cosa cambia tra le due, e perché in genere conviene la versione accumulating, lo vediamo nel prossimo articolo. Le ISIN sopra sono indicative al momento di pubblicazione: prima di comprare verifica sempre i dati aggiornati sul sito dell’emittente o su risorse come justETF.

Regionale (S&P 500, STOXX 600, MSCI Emerging Markets)

Un singolo blocco macroeconomico. L’ copre le 500 più grandi aziende statunitensi (~80% del mercato USA); STOXX Europe 600 copre Europa Occidentale + UK + Svizzera; MSCI Emerging Markets copre Cina, India, Taiwan, Brasile, Sud Africa e altri.

Gli ETF regionali hanno senso quando vuoi esprimere una visione (“penso che gli USA siano sopravvalutati e voglio sottopesarli”, “voglio puntare sui mercati emergenti per il prossimo decennio”) o quando il tuo broker/conto previdenziale per qualche motivo ti dà accesso solo a un sottoinsieme. Per il resto, di solito un globale ampio fa lo stesso lavoro con meno scelte.

Singolo paese (FTSE MIB, DAX, Nikkei)

Tutti gli investimenti concentrati su una sola economia nazionale. Il FTSE MIB ti dà le 40 maggiori aziende italiane; il DAX le 40 tedesche; il Nikkei 225 le 225 giapponesi.

Sono i meno diversificati e i più rischiosi della categoria, ma soprattutto sono il terreno fertile per uno degli errori comportamentali più documentati nell’investimento retail: l’home bias, la tendenza degli investitori a sovrappesare il proprio paese. Un investitore italiano che mette il 30% del portafoglio in FTSE MIB sta scommettendo che l’Italia, che pesa circa lo 0,5-1% del mercato azionario globale, farà 30-60 volte meglio della media nel proprio portafoglio rispetto al peso “naturale”. È una scommessa attiva fortissima, di solito presa senza accorgersene.

L’home bias si giustifica solo come scommessa intenzionale e di scala limitata. Per il core del portafoglio, la geografia segue il mercato, non il passaporto.

ETF settoriali: cosa significa

Gli ETF settoriali seguono la classificazione GICS (Global Industry Classification Standard), che divide le aziende in 11 settori canonici: Tecnologia, Finanza, Sanità, Beni di consumo discrezionali, Beni di consumo difensivi, Industriali, Comunicazioni, Energia, Materiali, Utilities, Real Estate.

Per il piccolo investitore retail, vanno tenuti in considerazione alcuni aspetti:

  1. Sono già dentro un ETF globale. Un MSCI World ti dà già esposizione a tutti gli 11 settori, in proporzione al loro peso reale nell’economia. Aggiungere un ETF “settoriale tech” sopra a un MSCI World significa sovrappesarlo rispetto al mercato. Fallo solo se sei veramente convinto.
  2. I settori vanno e vengono per cicli. Negli anni 2000 il settore energia era il dominante; nel 2010-2020 il tech; il prossimo decennio nessuno lo sa con certezza. Le scommesse settoriali fatte oggi sono spesso “doppiamente in ritardo”: prendi esposizione a un settore già caro, perché ha performato bene, e quando il ciclo si inverte se non hai venduto, rischi di perdere anni di accumulo.

Gli ETF settoriali hanno senso quando vuoi fare una scommessa attiva consapevole, sapendo che è una scommessa. Es: pensi che il settore sanità sia strutturalmente sottovalutato per ragioni demografiche e vuoi sovrappesarlo di 5 punti rispetto al mercato. Va benissimo, ma non è “diversificazione”.

ETF tematico: cosa s’intende

Gli ETF tematici sono trasversali ai settori: seguono un’idea (intelligenza artificiale, robotics, cybersecurity, water, hydrogen, blockchain, longevità, e così via). Sono diventati una delle categorie più affollate dell’industria — ETF tematici nuovi vengono lanciati al ritmo di decine all’anno.

E qui i dati di Morningstar sono brutali. Nel report Global Thematic Funds Landscape 2024, su un orizzonte di 15 anni (mid-2009 a mid-2024):

  • Il 55% dei fondi tematici esistenti all’inizio del periodo era stato chiuso o liquidato entro la fine. Che vuol dire che se in quel momento ce l’hai in portafoglio, ti viene venduto tutto a forza.
  • Meno del 20% dei fondi sopravvissuti aveva sovraperformato l’ azionario globale.
  • In Europa, dove il mercato dei tematici è più maturo, solo il 5% dei fondi è sopravvissuto e ha battuto l’indice globale nello stesso orizzonte.
  • Su 3 anni a metà 2024, solo il 9% dei tematici è sopravvissuto e ha battuto l’indice globale.

I motivi sono strutturali, non sfortuna:

  • TER più alti: i tematici tipicamente costano lo 0,4-0,7% all’anno contro lo 0,07-0,20% di un ETF globale. Su 20+ anni, ogni decimo di punto di TER è uno svantaggio cumulativo enorme. Ti spiego bene cos’è il TER tra 2 articoli.
  • “Story sells”: i tematici vengono lanciati quando il tema è già caldo. Il momento di lancio è, a volte, vicino al picco di entusiasmo (e quindi di valutazioni), non al fondo.
  • Concentrazione: tipicamente 30-50 aziende, con i primi 10 titoli che pesano 40-60%. Se la “storia” del tema svanisce, lo schianto è verticale.
  • Survivor bias dei numeri pubblicati: quando leggi “il fondo X ha fatto +Y% l’anno scorso” non vedi tutti gli ETF tematici che sono stati chiusi nel frattempo perché sono andati male. La media reale dei tematici è quindi peggiore di quella che leggi sui pochi che restano in vita.

Questo non vuol dire che i tematici siano da bandire. Io stesso ho avuto per anni un ETF sui semiconduttori e ha funzionato. Ma vuol dire che vanno presi per quello che sono: scommesse attive ad alto costo e ad alto tasso di mortalità, non strumenti di diversificazione.

Il portafoglio non è la somma dei suoi ETF

Una delle confusioni più comuni in chi inizia è pensare che combinare 4-5 ETF diversi significhi automaticamente avere un portafoglio diversificato. Spesso non è così, perché gli ETF si sovrappongono in modi che non sono evidenti dai loro nomi.

Prova tu stesso:

Diagnosi del portafoglio ETF

Aggiungi 1-4 ETF al tuo portafoglio ipotetico, dai un peso a ciascuno e vedi la composizione complessiva. Il sistema segnala automaticamente concentrazioni, sovrapposizioni e home bias.

Aggiungi almeno un ETF per vedere la composizione del portafoglio.
Composizioni geografiche e settoriali illustrative, ricavate da documentazione di ETF reali della rispettiva categoria. Non rappresentano un ETF specifico né i suoi pesi correnti, sono ordini di grandezza tipici. I TER ipotetici sono valori rappresentativi della categoria, non quotazioni di prodotti specifici. Nessuno di questi dati viene memorizzato: lo vedi solo tu, e solo fino a che non chiudi la pagina.

Il pattern classico che vedi emergere se giochi con il simulatore qui sopra è questo: l’investitore prende un MSCI World “per essere globale”, aggiunge un S&P 500 “perché gli USA vanno meglio”, aggiunge un NASDAQ 100 “per la tecnologia”, e magari aggiunge un tematico AI “perché è il futuro”. Il risultato? Un portafoglio in cui gli USA sono al 90%+ e il settore tech è al 50%+, sovrapponendo gli stessi titoli (Apple, Microsoft, NVIDIA, Alphabet, Meta) tre o quattro volte. Diversificazione apparente, concentrazione reale.

La regola operativa: prima di aggiungere un ETF al portafoglio, chiediti cosa aggiunge che non hai già. Se la risposta è “le stesse aziende ma con un peso diverso”, può andare bene, con la consapevolezza che è una scommessa attiva, non diversificazione.

Framework operativo: core + satellite

Il modo pulito per gestire i tre assi senza pasticciare è la struttura core / satellite.

Core (80-100% del portafoglio): un singolo ETF azionario globale ampio (FTSE All-World, MSCI ACWI o MSCI World secondo le tue preferenze su mercati emergenti). È la base, la parte che non tocchi, quella che fa il lavoro nel tempo.

Satellite (0-20% del portafoglio): eventuali scommesse attive consapevoli — un regionale che vuoi sovrappesare, un settoriale, un tematico. Le regole d’oro:

  • Una scommessa, non quattro. Se hai più di 2-3 satelliti, probabilmente non sono “scommesse” ma rumore.
  • Massimo 20% del portafoglio totale sui satelliti, sommati. Sotto questa soglia, anche se la scommessa va male, il danno è contenuto.
  • Orizzonte definito in anticipo: “manterrò questo tematico per almeno X anni”. Niente uscite a 2 mesi se va male, niente raddoppio se va bene.
  • Stop alla “rotazione di tema”: se l’AI scende e ti viene voglia di passare al biotech, fermati. È esattamente quello che la statistica dice di non fare.

Con questa struttura, il portafoglio è diversificato per costruzione (perché il core lo è) e ti dà uno spazio limitato e gestito per esprimere le tue idee senza farti male se sbagli.

Una variante operativa: core “World” + emergenti dosati a parte

Un’opzione che alcuni investitori scelgono al posto del singolo ETF “tutto-il-mondo”: tenere come core un MSCI World (solo paesi sviluppati) e aggiungere un’esposizione separata ai mercati emergenti, con un peso scelto manualmente. La logica è semplice: ti permette di decidere tu quanta esposizione emergenti avere, invece di accettare il ~10-12% che i fornitori di indici come FTSE assegnano in base alla capitalizzazione.

Le varianti più comuni di questa strategia:

  • Sovrappeso vs sottopeso emergenti: 90% MSCI World + 10% MSCI EM è all’incirca il peso “naturale”; 80% + 20% è sovrappeso emergenti; 95% + 5% è sottopeso. La scelta riflette quanto credi che gli emergenti faranno meglio (o peggio) dei sviluppati nel medio-lungo termine.
  • Solo una regione emergente: invece del MSCI EM (che mette insieme Cina, India, Taiwan, Brasile, Sud Africa e altri 20 paesi), prendere un ETF specifico, per esempio sull’Asia Emergente (MSCI EM Asia, escludendo Africa e Sud America), o sull’India soltanto, o sull’America Latina. Riduce la diversificazione ma permette di esprimere una visione più precisa.
  • Singolo paese emergente: un ETF Cina, Brasile, India, Vietnam, ecc. È la scelta più concentrata, e sostanzialmente una scommessa di paese. Tutte queste varianti sono scommesse attive consapevoli rispetto al “All-World”, e vanno trattate come satelliti (max 20% del totale). Se decidi di passare a uno schema “World + EM dosato manualmente”, il pezzo “EM dosato” è satellite anche se in cifra assoluta è grande, perché stai esprimendo una visione attiva sulla geografia.

Con questa struttura — core + 1-2 satelliti consapevoli — il portafoglio è diversificato per costruzione (perché il core lo è) e ti dà uno spazio limitato e gestito per esprimere le tue idee senza farti male se sbagli.

Errori comuni nella scelta

Combinare ETF senza guardare l’overlap. Vedi il simulatore qui sopra. La maggior parte dei “portafogli a 4 ETF” che vedi consigliati nei forum sono in realtà tre versioni diverse degli USA + un po’ d’Europa.

Comprare il tematico del momento. Quando un tema è sulla copertina del Financial Times, le valutazioni delle aziende esposte sono già caricate. L’ETF tematico che esce in quel momento potrebbe correre ancora un po’, ma potrebbe anche essere meno di quanto pensi.

Pensare che “globale” includa tutto. Vedi sopra: MSCI World ≠ tutto il mondo. Verifica sempre cosa contiene davvero un ETF prima di considerarlo il tuo “core”.

Aggiungere FTSE MIB “perché è il mio paese”. L’Italia pesa lo 0,5-1% del mercato globale. Se ne metti il 20-30% in portafoglio, stai facendo una scommessa molto specifica sull’economia italiana. Va benissimo se è consapevole; è un disastro se è automatico.

Confondere “settoriale” con “tematico”. Un settoriale tech (es. ETF MSCI World Information Technology) è diverso da un tematico AI: il settoriale segue una classificazione standard e include le grandi aziende già consolidate del settore; il tematico è gestito attivamente intorno a una “storia” e cambia indice di riferimento più spesso. Il primo costa meno e tende a fare meglio nel lungo termine.

Domande frequenti

Devo avere un ETF separato per i mercati emergenti? Solo se il tuo core è un MSCI World, che li esclude per costruzione. Se il core è FTSE All-World o MSCI ACWI, gli emergenti sono già dentro per ~10-12% e non serve aggiungerli separatamente. Aggiungere un EM ETF sopra a un FTSE All-World è un’operazione di sovrappeso intenzionale, non di completamento.

È meglio MSCI World o FTSE All-World? Per la maggior parte degli investitori, FTSE All-World (o MSCI ACWI), perché coprono davvero il mondo invece di solo i paesi sviluppati. La differenza di costi è oggi minima. Chi preferisce MSCI World di solito ha una visione attiva sui mercati emergenti (li considera troppo rischiosi o sopravvalutati) — ma in tal caso è una scelta esplicita, non il default.

Posso fare un su un tematico? Tecnicamente sì, ma fai due passaggi prima di farlo: (1) sei consapevole che statisticamente è una scommessa con probabilità basse di sovraperformare il mercato? (2) la dimensione è dentro il tuo “budget satellite” del 20% massimo? Se entrambe sono “sì”, procedi con orizzonte definito.

Cosa faccio se un mio ETF tematico viene chiuso o fuso? Capita spesso: il 55% dei tematici a 15 anni viene chiuso. L’emittente di solito ti rimborsa al (cioè ti vende le tue quote ai prezzi di mercato del giorno della chiusura) o le converte in un altro ETF. La conseguenza pratica è che ti ritrovi con liquidità da reinvestire, più eventuali tasse sulle plusvalenze maturate, se è andata bene. Pianifica in anticipo che cosa farai con quella liquidità — di solito la risposta migliore è “reinvestire nel core globale”.

Si possono mischiare ETF azionari ed obbligazionari? Sì, ed è il modo standard di gestire l’. Trattiamo le obbligazioni come asset class in articoli dedicati, e l’asset allocation complessiva nel capitolo 5. In questo articolo abbiamo guardato solo come scegliere fra ETF azionari diversi.

Prossimi passi

Hai capito quale esposizione vuoi avere. La domanda successiva è: dato che ci sono spesso 5-10 ETF diversi che replicano lo stesso indice (es. MSCI World) di emittenti diversi, quale scegliere fra quelli concretamente disponibili? È quello che vedremo nel prossimo articolo: come leggere il KID, capire la struttura di un ETF, e distinguere fra accumulazione e distribuzione.

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Qual è la differenza fondamentale fra MSCI World e FTSE All-World?

Hai costruito un portafoglio con 30% MSCI World + 30% S&P 500 + 20% NASDAQ 100 + 20% ETF tematico AI. Cosa stai realmente possedendo?

Cosa dice la ricerca Morningstar sui fondi tematici (Global Thematic Funds Landscape, 2024)?

Sei un investitore italiano e metti il 25% del tuo portafoglio in FTSE MIB perché "voglio investire nel mio paese". Cosa stai facendo, in termini di scommessa attiva?

Quale di queste è una struttura di portafoglio ragionevole secondo la logica core/satellite per un investitore principiante?