Ordini market, limit, stop: come dare istruzioni al broker
Pubblicato il di Daniele Panaro
Dopo aver scelto un broker, ogni operazione che fai richiede di specificare come il broker deve eseguirla. Non basta “compra 10 azioni di Apple”: serve dire al broker se vuoi comprarle subito a qualunque prezzo disponibile, solo entro un prezzo massimo, o solo se il prezzo si muove in un certo modo. Queste istruzioni si chiamano tipi di ordine.
Le tre famiglie principali sono market, limit e stop. Ognuna serve uno scopo diverso, e usarne una sbagliata nel contesto sbagliato può costare molto — soprattutto su titoli illiquidi, in momenti di alta volatilità, o per gli stop loss sotto pressione. In questo articolo vediamo cosa fa ciascun tipo concretamente, con esempi numerici, quando usare quale, ed errori comuni da evitare.
Cosa è il book di un titolo
Per capire come funzionano i tipi di ordine bisogna prima vedere dove i tuoi ordini “atterrano”. Il book di un titolo (in inglese order book) è la lista in tempo reale di tutti gli ordini di acquisto e di vendita in attesa di esecuzione su una sede di esecuzione. Ha due lati:
- Lato bid: chi vuole comprare e a quale prezzo. Ordinato dal prezzo più alto (il best bid) al più basso.
- Lato ask: chi vuole vendere e a quale prezzo. Ordinato dal prezzo più basso (il best ask) al più alto.
La differenza tra best bid e best ask si chiama spreadSpreadDifferenza tra prezzo di acquisto (ask) e prezzo di vendita (bid) di uno strumento, che sono chiamati anche "Denaro" e "Lettera". Nasce dal disallineamento tra la offerta più alta di chi vuole comprare e la più bassa di chi vuole vendere. Più un titolo ha volume di scambio, ovvero è "liquido", più lo spread è stretto, e meno costa operare. Su strumenti poco liquidi può allargarsi molto: è un costo nascosto insidioso, anche nei broker a "zero commissioni". Su titoli molto liquidi (Apple su NASDAQ, S&P 500S&P 500Indice azionario che racchiude le 500 maggiori aziende statunitensi per capitalizzazione. È il benchmark più seguito al mondo e il sottostante di molti ETF popolari. ETF su Xetra) lo spread è di pochi centesimi; su titoli illiquidi può essere di vari punti percentuali. Lo spread è il primo costo “invisibile” di ogni operazione: chi compra paga l’ask, chi vende riceve il bid.
Quando dai un ordine di acquisto, il tuo ordine viaggia verso il book e interagisce con gli ordini di vendita presenti — gli ask. Cosa succede esattamente dipende dal tipo di ordine. Usa il simulatore qui sotto per vedere la dinamica con i tuoi numeri.
Simulatore: come il tuo ordine "consuma" il book
Inserisci un ordine di acquisto su un titolo immaginario e vedi cosa succede sul book a 5 livelli.
Cosa stai guardando. Un book semplificato a 5 livelli per lato. Le righe evidenziate (ask) sono quelle "consumate" dal tuo ordine, dal best ask in giù finché la quantità richiesta non è esaurita (per il market) o il prezzo supera il tuo limite (per il limit). Il prezzo medio di esecuzione è la media ponderata dei prezzi degli ask consumati: lo slippage che vedi è la differenza tra questo prezzo medio e il best ask iniziale.
Cosa NON è modellato. Il book reale ha decine di livelli e cambia continuamente — anche mentre il tuo ordine sta viaggiando verso la sede di esecuzione. I prezzi e le quantità potrebbero essere già diversi al momento dell'arrivo. Non sono modellate inoltre commissioni del broker, costi di routing tra sedi alternative, e l'impatto del tuo ordine sui partecipanti algoritmici che reagiscono in millisecondi.
Market order: eseguimi subito al miglior prezzo disponibile
Un market order (“al meglio”) è un’istruzione semplice: esegui immediatamente al miglior prezzo disponibile, qualunque esso sia. Il broker prende il tuo ordine e lo abbina agli ask più bassi presenti sul book, partendo dal più basso e salendo finché tutto l’ordine non è eseguito.
Le caratteristiche centrali sono due: esecuzione quasi certa (su titoli liquidi, immediata) e prezzo incerto, perché dipende da quanto è profondo il book in quel momento.
Esempio numerico. Il book di un titolo è composto come:
- Ask 100,05€ — 50 azioni
- Ask 100,10€ — 100 azioni
- Ask 100,15€ — 200 azioni
Vuoi comprare 75 azioni con un market order. Il broker compra 50 azioni a 100,05€ (5.002,50€) e 25 azioni a 100,10€ (2.502,50€). Il prezzo medio di esecuzione è 100,067€ — non 100,05€ come potresti pensare guardando solo il “best ask”. Questa differenza tra il prezzo che vedi e il prezzo medio effettivo si chiama slippage.
Su titoli molto liquidi e ordini piccoli lo slippage è trascurabile (pochi centesimi su decine di euro). Su titoli illiquidi o ordini grandi può essere molto significativo: comprare 10.000 azioni su un titolo poco scambiato può finire con una differenza di vari punti percentuali rispetto al prezzo visualizzato.
Quando usarlo: titoli molto liquidi (azioni di grandi aziende, ETF noti) per ordini di importo non grande, quando ti serve l’esecuzione immediata.
Quando NON usarlo: titoli con spread larghi, orari di bassa liquidità (apertura, chiusura, festivi USA per titoli quotati anche in Europa), quantità grandi su titoli a media capitalizzazione. In tutti questi casi il prezzo medio di esecuzione può essere molto peggiore del previsto.
Limit order: eseguimi solo a un prezzo X o migliore
Un limit order è l’opposto del market: invece di “esegui a qualunque prezzo”, dici “esegui SOLO se il prezzo non è peggio di X”. Per un ordine di acquisto, X è il prezzo massimo che sei disposto a pagare; per una vendita, è il minimo che accetti.
Le caratteristiche centrali sono speculari rispetto al market: prezzo certo (non pagherai mai più del limit price), esecuzione incerta (l’ordine potrebbe non essere mai eseguito).
Cosa succede quando metti un limit buy dipende dal prezzo che imposti rispetto al book:
- Il prezzo limite incrocia gli ask presenti sul book: l’ordine esegue (anche parzialmente). Esempio: limit buy @ 100,10€ con un book che ha ask a 100,05€ (50 azioni) e 100,10€ (100 azioni) — l’ordine esegue immediatamente le 50 a 100,05€ e la parte necessaria delle 100 a 100,10€.
- Il prezzo limite NON incrocia il book: l’ordine si inserisce nel book come nuovo bid al tuo prezzo limite, in attesa. Esempio: limit buy @ 99,90€ con best bid a 100,00€ — il tuo ordine si inserisce nel book sotto il best bid, ad attendere un eventuale ribasso del prezzo. Potrebbe non eseguirsi mai.
Quando usarlo: titoli con spread larghi (vuoi proteggerti dal pagare lo spread intero), quando hai un prezzo target preciso e sei disposto ad attendere, quando vuoi comprare “in caso di ribasso” senza stare davanti al monitor.
Quando NON usarlo: quando ti serve un’esecuzione certa e immediata; su titoli molto liquidi con spread minimi (il limit “esattamente al prezzo corrente” rischia di non eseguire se il prezzo si muove di un tick mentre il tuo ordine sta viaggiando).
Stop order: trigger quando il prezzo raggiunge una soglia
Lo stop order è concettualmente diverso da market e limit: non è un ordine di esecuzione immediata, è un trigger che si attiva quando il prezzo raggiunge un livello prestabilito. Una volta attivato, lo stop si trasforma in un ordine market (o limit, nel caso dello stop-limit) e viene inviato al book per l’esecuzione.
Il caso d’uso classico è lo stop loss: vendere automaticamente una posizione se il prezzo scende sotto una soglia, per limitare la perdita. Esempio: hai comprato un’azione a 100€, metti uno stop loss a 90€. Se il prezzo scende a 90€, l’ordine market di vendita scatta automaticamente.
Esistono due varianti principali, con comportamento molto diverso:
- Stop loss (stop semplice): al trigger, l’ordine diventa un market. Esecuzione certa, prezzo incerto — in mercati volatili può eseguire molto sotto la soglia stop.
- Stop limit: al trigger, l’ordine diventa un limit. Prezzo certo, esecuzione incerta — se il prezzo “saltella” oltre il limit prima di tornare giù, potresti perdere l’esecuzione.
Un’ulteriore variante è il trailing stop: uno stop che segue il prezzo. Imposti un trailing stop al -10% sotto il prezzo: man mano che il prezzo sale, la soglia stop si alza di conseguenza, ma se il prezzo scende la soglia resta ferma. Si usa per “bloccare i guadagni” su una posizione che sta salendo.
Cautela cruciale: lo stop loss NON ti protegge dai gap di apertura. Se la borsa chiude a 100€ e riapre a 80€ dopo una notizia negativa pubblicata fuori orario, il tuo stop loss a 90€ si attiva all’apertura, ma esegue al primo prezzo disponibile — cioè a 80€, non a 90€. La differenza tra prezzo stop e prezzo effettivo si chiama gap risk, ed è particolarmente sgradevole quando ci si conta sopra come “protezione”.
Quando usarlo: gestione attiva del rischio su singole posizioni, soprattutto su titoli con volatilità elevata o eventi attesi. Per chi fa PACPACPiano di Accumulo del Capitale. Strategia di investimento che prevede versamenti periodici (es. mensili) di importo fisso, indipendentemente dall'andamento dei mercati. su ETF di lungo termine, lo stop loss è quasi sempre inutile o controproducente: gli ETF azionari globali hanno avuto storicamente cali del 30-50% seguiti da pieno recupero — uno stop loss avrebbe venduto al peggio, costringendoti poi a perdere il recupero o a ricomprare a prezzi superiori.
Validità dell’ordine: time in force
Quando dai un ordine non immediatamente eseguito (un limit che non incrocia, uno stop in attesa), devi anche specificare per quanto tempo deve restare attivo. Le opzioni più comuni sono quattro.
DAY: l’ordine resta attivo fino a fine giornata di trading. Se non esegue, viene cancellato automaticamente in chiusura. È il default su molti broker.
GTC (Good Till Cancelled): resta attivo fino a esecuzione o cancellazione manuale. La durata massima dipende dal broker e dalla sede di esecuzione (tipicamente 30, 60 o 90 giorni; alcune piazze accettano anche durate più lunghe).
IOC (Immediate Or Cancel): l’ordine deve eseguire immediatamente, anche parzialmente; ciò che non esegue subito viene cancellato.
FOK (Fill Or Kill): o esegue interamente subito, o viene cancellato senza esecuzioni parziali. Usato raramente fuori dal trading istituzionale.
Per un investitore retail medio, DAY e GTC coprono praticamente tutti i casi reali.
Errori comuni
“Market order su un titolo illiquido per evitare problemi.” Esattamente il contrario: il market order su un titolo illiquido può eseguire a prezzi molto distanti dal prezzo visualizzato, perché il book è poco profondo. Su titoli illiquidi il limit order è quasi sempre la scelta giusta, anche se devi attendere.
“Limit order esattamente al prezzo corrente.” Su titoli liquidi il prezzo si muove continuamente: un limit “esattamente al best ask” si esegue solo se il prezzo non si muove tra l’invio dell’ordine e l’arrivo al book. Se sale di un tick (poche frazioni di centesimo) l’ordine non esegue più. Per essere sicuri di eseguire, meglio mettere il limit qualche tick sopra il best ask — accettando un’esecuzione leggermente peggiore in cambio di esecuzione certa.
“Lo stop loss mi protegge sempre dalle perdite oltre la soglia.” Falso. Lo stop loss si attiva alla soglia ma esegue al prezzo successivo disponibile, che in caso di gap di apertura o flash crash può essere molto peggiore. Su asset volatili lo stop loss garantisce l’esecuzione, non il prezzo. Per protezione del prezzo serve uno stop limit, al costo del rischio di non esecuzione.
“Uso lo stop loss sul mio PAC di ETF azionari globali.” Praticamente sempre un errore. Gli ETF azionari globali hanno cali periodici (anche significativi) che storicamente recuperano sui lunghi orizzonti: uno stop loss vende ai minimi, costringendoti poi a ricomprare a prezzi superiori (o a perdere il recupero). Lo stop loss è uno strumento di trading attivo, non di investimento di lungo termine.
“Non capisco perché il mio limit buy non ha eseguito anche se il prezzo lo ha toccato.” Il prezzo “toccato” potrebbe essere stato il bid (qualcuno ha venduto al best bid), non l’ask. Il tuo limit buy esegue solo quando esiste un ask al tuo prezzo o sotto — il fatto che il last price abbia raggiunto la tua soglia per un momento non garantisce che ci fossero ask sufficienti a quel livello.
Domande frequenti
È sempre meglio un limit order rispetto a un market? No. Su titoli molto liquidi con spread minimi, il market order esegue praticamente al prezzo di mercato senza pensare a tick e timing. Il limit ha più senso su titoli illiquidi, quando vuoi proteggerti dallo slippage o quando hai un prezzo target preciso e sei disposto ad attendere.
Cosa è esattamente lo slippage? È la differenza tra il prezzo che ti aspettavi di pagare (o ricevere) e quello effettivamente realizzato. Per un market order è la differenza tra best ask al momento della decisione e prezzo medio di esecuzione. Per uno stop loss è la differenza tra prezzo soglia e prezzo di esecuzione effettiva. Lo slippage cresce con la dimensione dell’ordine e l’illiquidità del titolo.
Posso annullare un ordine non ancora eseguito? Sì, in qualsiasi momento prima che esegua. Per un limit order in attesa fai cancel dall’app del broker — l’ordine viene rimosso dal book. Per ordini parzialmente eseguiti, puoi cancellare la parte residua.
Se il mio limit order esegue parzialmente, cosa succede al resto? Il resto resta nel book come ordine in attesa al tuo prezzo limite, fino a esecuzione completa o cancellazione (rispettando il time in force che hai specificato). Pagherai la commissione del broker secondo le sue regole: alcuni broker applicano una commissione per ogni esecuzione, altri una commissione singola per ordine indipendentemente dalle esecuzioni parziali. Verifica le condizioni del tuo broker prima di operare.
Lo stop loss garantisce il prezzo di vendita? No, garantisce solo che l’ordine venga inviato quando il prezzo tocca la soglia. Il prezzo effettivo di esecuzione può essere significativamente peggiore in caso di gap di apertura, volatilità estrema o titoli illiquidi. Per protezione del prezzo serve uno stop limit, al costo del rischio di non eseguire.
Cosa è un take profit? È l’opposto dello stop loss applicato in direzione “guadagno”: un ordine di vendita automatico che si attiva quando il prezzo sale a una soglia obiettivo. Tecnicamente è un limit order di vendita posto sopra il prezzo corrente, non uno stop, e si usa per chiudere automaticamente una posizione quando raggiunge il livello desiderato.
Prossimi passi
Ora sai cosa stai dicendo al broker quando dai un ordine, e quali sono le conseguenze pratiche di ogni scelta su prezzo, esecuzione e rischio. Il passo successivo è entrare nei costi: commissioni dirette per operazione, spread bid-ask invisibili, costi di custodia, commissioni di conversione valuta. È lì che la struttura dei costi del tuo broker diventa decisiva per il rendimento del portafoglio nel tempo.
Verifica la tua comprensione
Vuoi comprare 500 azioni di un titolo a media capitalizzazione con un book poco profondo (best ask 10€ con solo 100 azioni disponibili, livello successivo 10,15€ con 200 azioni, poi 10,40€). Il tuo broker offre solo market e limit. Cosa fai?
Hai comprato un'azione a 100€ e metti uno stop loss a 90€. Durante la notte una notizia molto negativa fa crollare il prezzo: il titolo riapre il giorno dopo a 75€. Cosa succede al tuo stop loss?
Fai un PAC mensile su un ETF azionario globale. Per "proteggerti dai cali" pensi di impostare uno stop loss a -15% sotto il prezzo corrente. È una buona idea?
Inserisci un limit buy a 50,00€ su un'azione il cui prezzo corrente è 50,20€. Per tutta la giornata il prezzo oscilla tra 49,95€ e 50,40€. A fine giornata controlli: il tuo ordine non è eseguito. Come è possibile, se il prezzo è sceso fino a 49,95€?
Hai un ordine GTC (Good Till Cancelled) limit buy in attesa da 3 settimane. La situazione è cambiata e non vuoi più comprare quel titolo. Cosa devi fare?